Achillea: la pianta dalle mille foglie
L’achillea (Achillea millefolium L.) è una pianta erbacea perenne molto comune nei prati, lungo i sentieri e nei terreni incolti. Facilmente riconoscibile di suoi fiori caratteristici e dal fusto eretto, porta con sé una lunga storia di utilizzo nella tradizione popolare e in erboristeria.
Il nome millefolium, che significa letteralmente “mille foglie”, deriva dall’aspetto delle sue foglie, finemente divise in numerosissimi segmenti. È una caratteristica che rende l’achillea particolarmente riconoscibile anche prima della fioritura.
Appartenente alla famiglia delle Asteraceae (la stessa delle margherite o della camomilla), è una pianta resistente e adattabile, presente spontaneamente in gran parte dell’Europa e dell’Asia temperata. L’Achillea ama gli ambienti aperti e soleggiati ed è facile trovarla nei prati, ai margini delle strade e nei terreni incolti, con i suoi fiori che variano dal bianco al rosa.
Le proprietà dell’achillea
L’achillea è una pianta tradizionalmente apprezzata soprattutto per il suo utilizzo a sostegno della funzionalità digestiva, per il benessere della pelle e per le preparazioni destinate all’uso esterno.
La sua composizione comprende diversi gruppi di sostanze naturali, tra cui oli essenziali, flavonoidi, composti fenolici e lattoni sesquiterpenici. La composizione può variare in funzione della parte della pianta utilizzata, del periodo di raccolta e delle condizioni di crescita.
Nella tradizione erboristica l’achillea è stata utilizzata soprattutto come pianta aromatica e amara nelle preparazioni digestive e come ingrediente di preparazioni destinate all’uso esterno.
Le diverse parti della pianta e le sue preparazioni possono essere impiegate in ambiti differenti, dalla digestione al benessere femminile, fino alla cura della pelle e delle piccole lesioni superficiali.
Indicazioni principali nella tradizione erboristica
Le indicazioni riportate di seguito si riferiscono all’impiego tradizionale dell’Achillea millefolium e descrivono gli usi che nel tempo hanno trovato spazio nella fitoterapia e nella tradizione erboristica.
Apparato digerente
L’achillea è tradizionalmente utilizzata nelle preparazioni destinate al benessere della funzione digestiva. Le sostanze amare e aromatiche presenti nella pianta sono particolarmente apprezzate nelle tisane e nelle miscele digestive, soprattutto dopo i pasti.
Tradizionalmente viene impiegata in caso di:
- senso di pesantezza dopo i pasti;
- meteorismo e tensione addominale;
- lievi spasmi e sensazione di tensione a livello delle vie digestive;
- temporanea riduzione dell’appetito.
L’achillea viene inoltre inserita in alcune formule amare, nelle quali le piante dal gusto amaro vengono tradizionalmente utilizzate per favorire i normali processi digestivi.
Benessere femminile
Nella tradizione erboristica l’achillea è stata utilizzata anche nell’ambito del benessere femminile, in particolare nelle preparazioni dedicate al ciclo mestruale.
È tradizionalmente associata al sollievo dei disturbi che possono accompagnare le mestruazioni, compresi crampi e sensazione di tensione, grazie alle proprietà antispastiche attribuite alla pianta. In alcune tradizioni viene inoltre considerata una pianta utile per accompagnare i cicli mestruali irregolari.
L’achillea può essere presente in miscele insieme ad altre piante tradizionalmente utilizzate per il benessere femminile.
Fegato e digestione
L’achillea rientra tradizionalmente anche nella composizione di tisane e miscele amare dedicate alla digestione e al benessere della funzione epato-biliare.
Le sommità fiorite, aromatiche e amare, vengono utilizzate in preparazioni erboristiche nelle quali si associano piante con azione tradizionalmente definita eupeptica, cioè favorevole ai normali processi digestivi, e piante tradizionalmente utilizzate per sostenere la funzione biliare.
Uso esterno: pelle e piccole lesioni
La pianta è conosciuta da secoli anche per il suo impiego esterno. Infusi concentrati possono essere utilizzati per preparare impacchi, lavaggi o semicupi destinati al benessere della pelle.
Nella tradizione erboristica l’achillea viene associata ad un’azione astringente e lenitiva ed è stata utilizzata in preparazioni rivolte a zone cutanee delicate o facilmente soggette ad arrossamento. L’uso esterno è tradizionalmente riferito anche alle piccole ferite superficiali.
Emorroidi e semicupi
Nella tradizione erboristica, infusi concentrati di achillea sono stati utilizzati anche per semicupi e applicazioni locali, ad esempio in presenza di fastidio associato alle emorroidi.
L’utilizzo tradizionale è legato alle proprietà astringenti attribuite alla pianta e alla sua presenza in preparazioni erboristiche destinate a zone cutanee delicate.
Achillea per la pelle
Grazie alla sua lunga storia d’uso esterno, l’achillea trova spazio anche nella preparazione di lozioni, tonici, impacchi e altre preparazioni cosmetiche tradizionali. Il suo impiego è particolarmente interessante per il benessere di pelli delicate o facilmente arrossabili.
Come utilizzare l’achillea
La tisana di Achillea
La parte aerea essiccata può essere utilizzata per preparare un’infusione dal caratteristico aroma erbaceo e leggermente amaro. Tradizionalmente viene consumata soprattutto dopo i pasti o quando si desidera una bevanda dalle proprietà aromatiche e digestive.
Per una preparazione domestica si può utilizzare circa un cucchiaio di sommità fiorite essiccate (1-2 gr) per una tazza d’acqua calda, lasciando in infusione per 5-8 minuti e filtrando prima di bere.
Il sapore dell’achillea può risultare piuttosto deciso e amarognolo. Il suo gusto amaro può essere armonizzato, secondo il proprio gusto, con piante aromatiche dal sapore più dolce, come i semi di finocchio.
In cucina
Il gusto amaro e caratteristico dell’achillea può essere abbinato ad alcune preparazioni culinarie. Il suo aroma si sposa in modo caratteristico con le patate, provalo per un gusto insolito!
Dai libri di Ildegarda
“Chiunque abbia subìto una ferita all’interno del corpo, in modo che abbia rotto qualcosa attraverso una caduta o sia limitato nelle sue funzioni interne, polverizzi l’achillea e beva questa polvere in acqua calda. E quando stara’ meglio, prenda questa polvere nel vino caldo finche’ non sara’ guarito”.
“L’uomo tormentato da tre giorni di febbre, cuocia l’achillea e il doppio di polipodio nel vino dolce e buono, lo filtri con un panno e beva questo vino all’inizio dell’attacco di febbre. Ma lasci le erbe aromatiche nel vino per tre giorni in modo che si mescoli meglio con esse. Lo beva per tre giorni, e, se necessario, lo preparari di nuovo con erbe fresche, perché il calore dell’achillea e il calore del polipodio, mescolato con il calore del vino preso nella bevanda, allevia questa febbre, e guarisce.“
Bagni e preparazioni per uso esterno
L’achillea può essere utilizzata anche esternamente, proprio il suo nome sembra derivare dal leggendario eroe Achille, che secondo la tradizione, conoscendo le proprietà cicatrizzanti di questa pianta, la utilizzava per curare le ferite dei suoi compagni in battaglia.
Un infuso concentrato di Achillea può essere aggiunto nella vasca per un bagno rilassante e tonificante per la pelle.
Per impacchi localizzati, su pelle lesa o con impurità, è possibile utilizzare una garza pulita imbevuta dell’infuso e applicarla sulla zona interessata. Con la sua azione astringente tonifica i tessuti e riduce le secrezioni eccessive, indicata per eliminare impurità ed eccesso di sebo, piccole infiammazioni ed irritazioni della pelle.
Tradizionalmente utilizzata per la cura delle piccole ferite superficiali, l’Achillea può favorire la rigenerazione del tessuto cutaneo e accelerare la cicatrizzazione di piccole ferite, tagli, abrasioni e piaghe. Nella tradizione erboristica è stata utilizzata anche per il suo possibile effetto emostatico, in particolare nelle piccole lesioni superficiali.
L’achillea è una delle piante tradizionalmente associate alla cura delle piccole ferite. Il suo impiego esterno tramite impacchi localizzati è antico e trova ancora oggi spazio nella moderna fitoterapia tradizionale.
Dai libri di Ildegarda
“L’achillea è piuttosto calda e secca e ha effetti vari e sottili sulle ferite.”
“Quando un uomo viene ferito da un colpo, lavi la ferita con il vino e poi stenda un panno di lino sulla ferita. L’achillea và leggermente bollita in acqua, l’acqua viene filtrata con cura e messa tiepida così com’è sul panno sopra la ferita. In questo modo, elimina il marciume e l’ulcera dalla ferita e la guarisce. L’achillea viene appoggiata sopra il telo di lino in modo che il suo succo vi passi attraverso con moderazione e delicatamente e non in eccesso. Ma dopo che la ferita ha cominciato a ridursi e a guarire un po’, la stoffa sarà gettata via e l’achillea sarà appoggiata sulla ferita senza di essa, e sarà guarita in modo più delicato e perfetto.”
“Un uomo i cui occhi sono oscurati dal versamento delle lacrime, macini con cura l’achillea e la deponga sopra gli occhi di notte, facendo attenzione che non tocchi l’interno dei suoi occhi, la lasci sino a mezzanotte e poi la tolga e strofini piano le ciglia con dell’ottimo vino e gli occhi saranno guariti”.
Avvertenze
- Evitare l’esposizione al sole dopo l’uso esterno della pianta sulla pelle.
- L’achillea non deve essere utilizzata da persone allergiche o sensibili alle piante della famiglia delle Asteraceae.
- L’assunzione in caso di gravidanza o allattamento non è consigliata.
- In caso di assunzione di farmaci, in particolare anticoagulanti o antiaggreganti, è consigliabile chiedere il parere del medico o del farmacista prima dell’uso interno.
- Per l’utilizzo su ferite, limitarsi alle piccole lesioni superficiali; in presenza di ferite profonde, estese, infette o problematiche è necessario rivolgersi a un professionista sanitario.
Le indicazioni riportate in questo articolo descrivono principalmente usi tradizionali della pianta e non intendono sostituire il parere medico né presentare l’achillea come trattamento per patologie.


